Il kiwi e' una delle colture piu' importanti della Romagna. Le province di Ravenna, Forli'-Cesena e la zona di Faenza in particolare concentrano una parte significativa della produzione italiana. Ma chi lavora nel kiwi lo sa bene: questa coltura ha esigenze specifiche che la distinguono da pesche, pere e altre drupacee. Il problema principale, dal punto di vista delle macchine, e' la larghezza dei filari.
In questo articolo affrontiamo un tema pratico: come scegliere il carro raccolta giusto per un impianto di kiwi con filari stretti, e perche' le macchine standard spesso non sono adatte.
Il kiwi in Romagna: numeri e caratteristiche
La Romagna e' da decenni una delle principali aree di produzione del kiwi in Italia. Il clima, con inverni miti e buona disponibilita' d'acqua, favorisce la crescita di questa pianta originaria della Cina. Le varieta' piu' diffuse sono il kiwi verde Hayward e, negli ultimi anni, le varieta' a polpa gialla che hanno conquistato il mercato.
Gli impianti di kiwi hanno una struttura diversa dagli altri frutteti. Le piante crescono su sistemi a pergola o a tendone, sostenute da pali e fili di acciaio. La raccolta avviene in autunno, tipicamente tra ottobre e novembre, quando i frutti raggiungono la maturita' fisiologica. Si raccolgono ancora duri e maturano dopo la raccolta, in celle frigorifere o a temperatura ambiente.
Il problema dei filari stretti
Ecco il punto critico. Molti impianti di kiwi in Romagna hanno filari con una distanza tra le file di 4 metri o meno. Tolti gli ingombri delle piante, dei pali di sostegno e dei tiranti, lo spazio libero per il passaggio di una macchina si riduce a 80-100 centimetri. In alcuni impianti vecchi si scende anche sotto gli 80 centimetri.
Le macchine agricole standard, progettate per frutteti di pesche o mele con filari da 3.5-4.5 metri, hanno una larghezza del corpo centrale che parte da 100-120 centimetri. Non passano. Le ruote toccano i pali, il telaio sfrega contro le piante, i bracci laterali agganciano i tiranti. Il risultato e' un danno alla macchina, all'impianto, o a entrambi.
Chi ha provato ad adattare una macchina da pescheto per il kiwi conosce la frustrazione. Si puo' fare, ma si lavora male, lentamente e con il rischio costante di rompere qualcosa.
Come funziona la raccolta del kiwi
La raccolta del kiwi e' un lavoro manuale. Ogni frutto viene staccato a mano dalla pianta e depositato in un bin o in una cassetta. Non esistono macchine che raccolgono il kiwi automaticamente, perche' il frutto e' delicato e cresce in posizioni diverse sulla pianta.
Il carro raccolta serve come piattaforma mobile di lavoro. Gli operai salgono sulla piattaforma, che viene sollevata fino all'altezza del tetto del pergolato, tipicamente tra 2 e 2.5 metri. Da li' raccolgono i frutti sopra la testa e ai lati, riempiendo i bins posizionati sulla piattaforma stessa o a terra.
La piattaforma deve salire e scendere in modo fluido e stabile. Deve restare ferma in posizione senza oscillare, perche' gli operai lavorano in piedi e devono sentirsi sicuri. Il sollevamento a vite, rispetto al sollevamento oleodinamico a cilindro, offre una stabilita' migliore e un posizionamento piu' preciso.
Il carro deve anche spostarsi lungo il filare con facilita'. Il terreno sotto le piante di kiwi e' spesso inerbito e puo' essere umido in ottobre. Servono ruote con buona aderenza e una trasmissione che permetta di avanzare lentamente e in modo costante.
La soluzione: il modello ABMK
Per risolvere il problema dei filari stretti abbiamo progettato il modello ABMK, un carro raccolta con un blocco centrale largo soli 80 centimetri. Questa misura e' stata scelta analizzando le dimensioni reali degli impianti di kiwi nella zona di Faenza e Ravenna.
Il blocco centrale stretto permette alla macchina di passare tra i filari senza toccare pali e tiranti. Le ruote sono posizionate all'interno dell'ingombro del corpo, e non sporgono lateralmente. Il risultato e' una macchina che entra dove le altre non passano.
Il sistema di sollevamento e' a pantografo con vite, e raggiunge un'altezza di lavoro di 2900 millimetri. Questo e' sufficiente per lavorare comodamente sotto il tetto di un pergolato standard. Il movimento e' lento e progressivo, senza scatti, e la piattaforma resta stabile anche alla massima estensione.
La capacita' di carico e' dimensionata per il kiwi: bins da 300 kg, con possibilita' di portare fino a 4 bins per viaggio a seconda della configurazione. La macchina e' disponibile sia in versione diesel che elettrica.
Raccolta manuale contro raccolta con carro: il confronto
Alcuni produttori ancora raccolgono il kiwi con scale e carriole. E' un metodo che funziona su piccole superfici, ma diventa insostenibile quando gli ettari aumentano. Ecco un confronto pratico basato sulla nostra esperienza con i clienti della zona.
Raccolta con scale. Un operaio raccoglie mediamente 25-30 bins al giorno. Il tempo si perde negli spostamenti continui della scala, nella salita e discesa, e nel trasporto dei bins pieni fino al capezzagna. La fatica e' elevata e il rischio di caduta e' reale.
Raccolta con carro. Lo stesso operaio, lavorando su un carro raccolta, arriva a 40-50 bins al giorno. Non perde tempo a spostare scale, lavora in posizione comoda, e i bins vengono trasportati dalla macchina stessa. Il risparmio di tempo e' del 40-60%, e la fatica fisica si riduce drasticamente.
Su un impianto di 5 ettari, la differenza tra i due metodi si traduce in giorni di lavoro risparmiati e in un costo per chilogrammo raccolto sensibilmente inferiore. Il carro raccolta si ripaga in poche stagioni.
Non solo raccolta: potatura e reti
Il kiwi ha strutture di sostegno complesse, con pali, fili, tiranti e spesso reti antigrandine. Tutte queste strutture richiedono manutenzione durante l'anno, e molte operazioni si fanno in altezza.
Un carro raccolta con piattaforma elevabile diventa uno strumento versatile che si usa tutto l'anno: per la potatura invernale, per la legatura dei tralci in primavera, per la stesura e riparazione delle reti, e naturalmente per la raccolta in autunno. L'investimento in una macchina dedicata si giustifica con 12 mesi di utilizzo, non solo con le poche settimane di raccolta.
Diesel o elettrico: quale scegliere
Per gli impianti di kiwi sotto pergola, il modello elettrico ha un vantaggio importante: zero emissioni nel frutteto. Sotto la pergola la ventilazione e' ridotta, e i gas di scarico di un motore diesel restano a lungo nell'aria che respirano gli operai. Con il motore elettrico questo problema non esiste.
Il modello elettrico e' anche piu' silenzioso, il che rende la giornata di lavoro meno faticosa. L'autonomia della batteria copre una giornata intera di lavoro nella maggior parte dei casi, e la ricarica avviene di notte.
Per valutare i costi di gestione tra diesel ed elettrico nel vostro caso specifico, potete usare il nostro calcolatore di confronto che stima il costo annuo in base alle ore lavorate.
Se avete un impianto di kiwi e volete capire quale macchina e' adatta ai vostri filari, contattateci con le misure del vostro impianto. Vi consigliamo la configurazione migliore per le vostre condizioni.