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Officina macchine agricole a Faenza dal 1960

In Via Cangia c'è un'officina dal 1960

L'officina è nelle nostre mani, Vladimir, Denis e Neritan Karaj. Tre fratelli, tre specializzazioni: Vladimir è il meccanico, Denis l'elettricista, Neritan il saldatore. Insieme copriamo ogni aspetto della costruzione e riparazione di macchine agricole.

Ogni mattina alle 8 il capannone apre e inizia il lavoro: macchine semoventi da smontare, impianti da riparare, pezzi da costruire. Non importa la marca, lavoriamo su New Holland, John Deere, SAME, Landini, Massey Ferguson, Kubota, e qualsiasi altra.

Siamo un'officina multimarca e indipendente nel cuore della Romagna: rispondiamo solo ai nostri clienti, non a un costruttore.

Team officina Bosi SRL Faenza — Vladimir, Denis e Neritan Karaj con carro raccolta frutta nel frutteto romagnolo

Vladimir, Denis e Neritan Karaj. Officina Bosi SRL, Via Cangia 53, Reda di Faenza.

Tre generazioni di ferro e macchine

La storia inizia con il nonno di Ottavio Bosi, un fabbro che lavorava il ferro per chi lavorava la terra. Suo figlio ha fatto il salto: dalle inferriate alle prime macchine agricole. E Ottavio ha portato l'officina dove nessuno se l'aspettava, costruendo attrezzature "sartoriali", macchine pensate e realizzate su misura per i frutteti e i vigneti della Romagna, pezzi che non esistevano a catalogo.

Ottavio era un artigiano vero. Non solo meccanica: lavorava il ferro battuto, dipingeva, fotografava. Molte delle sue opere sono andate perse nell'alluvione del maggio 2023, ma il suo sapere costruttivo, la capacità di guardare un problema e inventare la soluzione, è rimasto nell'officina.

Quando i fratelli Karaj hanno rilevato l'attività, non hanno ereditato solo un capannone in Via Cangia. Hanno ereditato un modo di lavorare: quello di chi sa che un pezzo va fatto bene perché deve durare vent'anni sotto la pioggia e il sole dei campi romagnoli.

Foto storica dell'officina o di Ottavio Bosi al lavoro

Se non esiste, lo costruiamo

Il sapere del fabbro è nel nostro DNA. Quando il pezzo non c'è, lo progettiamo e lo realizziamo.

Qui ci trovi da 60 anni

Stessa via, stessa officina, da tre generazioni. Non siamo qui per caso.

Lavoriamo per chi lavora la terra

Frutteti, vigneti, campi: conosciamo le macchine perché conosciamo il lavoro che fanno.

Tre fratelli, tre specializzazioni

Vladimir — Il meccanico. Motori diesel, trasmissioni, impianti idrostatici. Se una macchina non parte o perde potenza, Vladimir la smonta, capisce il problema e la rimette in moto. Ha le mani su motori Perkins, Lombardini, e qualsiasi marca da quando aveva sedici anni.

Denis — L'elettricista. Impianti elettrici, diagnosi, cablaggio, sistemi a 48V per le macchine elettriche. Quando un carro raccolta non risponde ai comandi o un trattore ha problemi all'impianto, Denis trova il guasto e lo risolve.

Neritan — Il saldatore e costruttore. Saldatura MIG/MAG e a elettrodo, carpenteria pesante, costruzione telai da zero. I carri raccolta frutta Bosi nascono dalle sue mani — dal disegno al taglio dell'acciaio, dalla saldatura al montaggio finale.

Il territorio che serviamo

La Romagna è terra di frutteti. Pesche, nettarine, kiwi, susine, albicocche — da Faenza a Brisighella, da Lugo a Imola, i filari si estendono per chilometri. Queste coltivazioni hanno bisogno di macchine specifiche: carri raccolta che passano tra i filari stretti, piattaforme che salgono fino alle reti antigrandine, mezzi che lavorano tutto il giorno senza fermarsi.

Noi siamo qui per questo. Conosciamo i frutteti romagnoli perché ci lavoriamo dentro da sessant'anni. Sappiamo che a maggio serve la macchina pronta per il diradamento, che a luglio non puoi permetterti un fermo macchina durante la raccolta, e che a ottobre i kiwi non aspettano.

La nostra officina è a Reda di Faenza, sulla Via Cangia — raggiungibile in 20 minuti da Lugo, 25 da Imola, 30 da Ravenna. Siamo dove servono le macchine, nel cuore della campagna romagnola.

2023 — L'alluvione

Nel maggio 2023 l'acqua è entrata in officina. Abbiamo perso attrezzature, archivi, pezzi di storia. Ma il sapere costruttivo non si allaga — è nelle mani, nella testa, nell'esperienza. Abbiamo ripulito, ricostruito e riaperto. Perché gli agricoltori avevano bisogno di noi, e noi avevamo bisogno di lavorare.

Oggi l'officina è più forte di prima. Le macchine che costruiamo sono le stesse — anzi, migliori. E il legame con il territorio si è rafforzato: quando l'acqua se ne è andata, i primi a chiamarci sono stati i clienti. Non per riparare le loro macchine — per chiederci come stavamo.

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